Distrutta una villetta, due le vittime e tre feriti di cui due gravi

Portoferraio. I resti della palazzina

Portoferraio. I resti della palazzina

“Io sono anziano e mi ricordo la guerra e i bombardamenti aerei, ma un’esplosione come questa non l’avevo mai sentita” così ripeteva un vicino di quella villetta distrutta per l’esplosione del gas su in alto in via Enrico de Nicola a Portoferraio. Dice che erano circa le quattro e mezzo di stamattina. “ I soccorsi quando sono arrivati?” gli chiediamo. “Quasi subito, dopo una mezzoretta sono arrivate le autoambulanze”. E’ quasi inutile, però,  fargli altre domande ritorna con il solito refrain “…mi ricordo la guerra…… un’esplosione come questa non l’avevo mai sentita” .

E’ stato il gas, una bombola di GPL (Gas di Petrolio Liquefatti) di cui il propano è il componente principale. L’Isola d’Elba non ha il metano come la costa dirimpettaia.

Il bilancio è pesante: due coniugi hanno perso la vita, altre tre di una stessa famiglia sono state estratte vive, ma due in condizioni gravi: il padre e la figlia con ustioni rispettivamente, del 90% e del 50% della superficie del corpo, mentre la madre con ustioni meno gravi, è ricoverata all’ospedale del luogo.

L’organizzazione toscana ha reagito con la dovuta celerità e competenza: sono intervenute squadre da Piombino, Follonica e molte altre località della Regione, comprese quattro unità cinofile. e reparti volo dei nuclei dei Vigili del fuoco di Cecina ed Arezzo.

Come è successo lo dovranno stabilire le indagini e, date le condizioni, non sarà facile. La grande detonazione farebbe pensare all’esplosione di una bombola, mentre le condizioni degli ustionati farebbero pensare ad una fuoriuscita di gas innescata da un’improvvida scintilla (interruttore elettrico? Accensione automatica di un condizionatore?). Sono tutte supposizioni a caldo che trovano il tempo che trovano e che dovranno essere valutate.

Una vigile urbano lancia l’ipotesi, molto fondata, che il gas non abbia trovato uno sfogo: il caldo della stagione fa sì che le persone se ne stiano con le finestre chiuse e i condizionatori in funzione.
Per ora è vietato l’accesso a quella strada a senso unico che non è nemmeno tanto larga. Le auto vengono bloccate dai vigili urbani nella piazzetta dei due cimiteri da dove la strada si impenna e chi vuole andare ad osservare l’agghiacciante scena deve inerpicarsi con il caldo cocente. Ma dalle numerose auto che sostano sul piazzale la sensazione è che i giornalisti e, soprattutto i curiosi, non si scoraggiano.

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