I Cartelli mostrano il percorso da Piombino a Volterra.

Cartello_Sentiero complessivoSotto il Museo archeologico di Piombino è stato posto il cartello che indica tutto il percorso che fa il “Cammino Etrusco” che porta da Piombino a Volterra! .

Non è solo un cartello direzionale, ma illustra l’itero percorso e indica Comune per Comune il tipo di pendenza che caratterizza ogni singolo tratto comunale, così da dare l’informazione sull’impegno fisico che attende i “camminatori”.

Cartelli simili sono posti a Calamoresca e a Baratti così da delineare il percorso nel territorio piombinese. Un percorso che passa in mezzo alla natura e costeggia il mare consentendo di godere di un panorama unico e indimenticabile.

Il percorso poi prosegue sul territorio di San Vincenzo, di Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta e poi sale verso Monterotondo Marittimo, Castelnuovo di Val di Cecina, Pomarance e raggiunge Volterra. Sulla terrazza che sovrasta la valle sottostante il “camminatore”, che raggiunge la meta, sente veramente di aver compiuto un’impresa formidabile e di aver toccato i luoghi significativi di una Toscana che è stata patria di un popolo fiero e misterioso che qui ha trovato modo di vivere e prosperare.

In ognuno di questi nove Comuni, oltre ai cartelli esplicativi dell’intero percorso, si trovano poi cartelli direzionali più piccoli e dei segnali colorati per guidare il “camminatore”, meno esperto e attrezzato, a seguire il percorso tracciato evitando di passare da terreni privati su cui non è stato possibile avere l’autorizzazione dei relativi proprietari.

Bisogna infatti ringraziare i tecnici dei Comuni, che hanno tracciato il percorso e che con l’ausilio dei relativi Amministratori hanno incontrato i proprietari dei terreni attraversati per convenire sui necessari attraversamenti, così da avere ora un percorso disponibile e sicuro, così lungo e prezioso,

Così come dobbiamo ringraziare quei proprietari che hanno compreso la valenza della loro approvazione ai fini di un obiettivo di carattere socio economico, vantaggioso per le comunità locali.
La posta in gioco è infatti notevole, ma richiede il superamento di egoismi, particolari e individuali, a vantaggio di una scelta che fa del territorio un bene comune e dell’azione intrapresa un investimento che restituirà di anno in anno vantaggi crescenti per le comunità locali.

I Cammini, vanno costituendo infatti in tutta Europa, dopo l’esempio di Santiago di Compostela e della Francigena, un fenomeno turistico in forte sviluppo e un’occasione importante perché il patrimonio culturale del territorio, italiano in particolare, sia reso fruibile nella sua vera identità.

Gli Amministratori dei nove Comuni che ora posseggono questo patrimonio sono soddisfatti di questo primo traguardo raggiunto anche se non si aspettavano che ci volesse così tanto tempo per raggiungerlo.
Hanno tutti appreso, tecnici e Amministratori, consulenti tecnici e organizzativi, di livello comunale e di livello regionale, che costruire “un Cammino” non è un’impresa semplice perché si tratta di mettere d’accordo più Comuni di province diverse e tutti coloro, pubblici e privati, che vengono attraversati dal percorso, cedendo un po’ della loro privacy e del loro piacere individuale a vantaggio del piacere di una popolazione ampia e variegata, composta da individui che da tutte le parti del mondo “si mette in cammino”.

Non c’è però solo il lavoro necessario a tracciare e segnare il Cammino, a renderlo fruibile e sicuro, a comunicarlo nelle sue parti generali e specifiche. Ora esso va vissuto e gestito con la continuità che merita.

Il protocollo d’intesa che l’Associazione dei Comuni Toscani (ACT) ha sottoscritto con le Scuole del territorio da loro circoscritto consentirà ora all’Associazione RE.CAM. ET, che si occupa specificatamente dei Cammini e raccoglie anche Comuni non aderenti ad ACT, di condividere con i dirigenti scolastici e poi con i loro docenti, gli studenti e le loro famiglie, quei programmi che consentano di provare per prima a fare il percorso, anche limitato a dei primi tratti, per cominciare ad apprezzare il “senso del Cammino”.

È noto infatti che il successo di “un Cammino” è da attribuirsi alla qualità dell’accoglienza e alla consapevolezza del patrimonio culturale che le comunità locali posseggono, una consapevolezza che consente loro di trasferire calore ed emozioni a coloro che percorrono il Cammino.

Come però è oramai noto, i “camminatori” cercano sempre nuove sfide e nuovi percorsi da sperimentare e quanto più lungo è il “Cammino” tanto maggiore è il suo fascino e il valore che gli attribuiscono.

Ecco perché gli Amministratori, nei giorni scorsi, si sono riuniti nel Comune di Campiglia, comune capofila, del progetto “Trekking sulle eccellenze etrusche”, assieme ai tecnici dei nove Comuni, alle ditte che lavorano con loro e con la Segreteria di ACT, per decidere come completare il lavoro intrapreso e se cogliere l’opportunità fornita dalla Regione Toscana di aggiungere altri tratti al percorso ultimato, invitando altri Comuni ad aderire all’iniziativa aggiungendosi ad essi.

Gli Assessori al Turismo e alla Cultura di Campiglia Marittima, rispettivamente, Stella Zannoni e Gianluca Camerini, hanno preso atto del lavoro fatto e delle caratteristiche del nuovo bando regionale.

Esso stanzia 100.000,00 € per nuovi progetti a vantaggio di Comuni limitrofi che possano allungare i percorsi già strutturati e fruibili.

Esso peraltro consente una premialità a quei progetti che coinvolgono Comuni, non solo di province diverse, ma addirittura di regioni diverse, a dimostrazione che l’intenzione di fondo è quella di seguire il percorso che gli Etruschi hanno segnato in Italia fino alla Campania a Sud e fino all’Emilia a Nord.

A breve il Comitato Guida di ACT – RE.CAM.ET, si riunirà per assumere decisioni al riguardo e scegliere chi assolverà al ruolo di capofila nel continuare l’opera che Campiglia Marittima ha assunto così egregiamente in questi anni.



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