Nasce anche in Val di Cornia il comitato per il NO al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari.

NoTaglioIl referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei Parlamentari previsto per il 29 marzo è stato rinviato dal Governo a causa dell’emergenza coronavirus. La nuova data dovrebbe essere individuata per i mesi di maggio o giugno.

Intanto nasce anche in Val di Cornia il Comitato per sostenere le ragioni del No, collegato al già costituito Comitato Toscano per il No. L’iniziativa è promossa da un gruppo intercomunale composto da Rossano Pazzagli (Suvereto), Jacopo Bertocchi (Campiglia), Enzo Chioini (San Vincenzo), Stefano Ferrini (Piombino) e Loredana Teglia (Venturina). Il comitato, denominato “No al taglio della democrazia”, ha già una sua pagina facebook  invita tutti all’adesione in modo aperto e pluralistico, si propone di indire riunioni non appena l’emergenza sanitaria si attenuerà e di organizzare iniziative pubbliche in ciascun Comune per informare sui rischi di una riforma che se entrasse in vigore diminuirebbe la rappresentanza dei cittadini e dei territori, riducendo così la democrazia e il pluralismo. Intanto inizieremo a farlo in modo virtuale.

Secondo il promotori il taglio non colpirebbe i privilegi dei politici, ma ridurrebbe la rappresentatività del Parlamento e la sovranità popolare affermata dall’art.1 della Costituzione. Questa ‘riforma’ deve essere respinta – sostengono – poiché ridurrebbe le possibilità di scelta per gli elettori in pratica lasciando la nomina dei parlamentari alle segreterie dei partiti. Si tratterebbe di una alterazione alla Costituzione, creando una casta più ristretta e mettendo il potere nelle mani di pochi.

Il Comitato per il NO lancia quindi una campagna a difesa del Parlamento come istituzione, in quanto unico organo a livello nazionale direttamente eletto dai cittadini, i cui membri devono essere scelti dal popolo e sganciati dalla soggezione alle segreterie dei partiti (e dalle lobby) e garantisca quindi la selezione di una classe politica all’altezza delle esigenze del Paese. È poi assolutamente pretestuosa e risibile la motivazione finanziaria portata a giustificazione del taglio: il risparmio sarebbe una cifra irrisoria, pari allo 0,007 della spesa pubblica totale, e non è certo opportuno, peraltro, risparmiare sulla democrazia. Per risparmiare sui costi delle Camere – si osserva – si doveva diminuire lo stipendio dei parlamentari, senza toccare quindi la rappresentanza.

No al taglio della democrazia – Comitato Val di Cornia



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