ScuolaCome spesso accade, le peggiori picconate utili al progressivo smantellamento alla scuola pubblica vengono assestate quando c’è l’interruzione delle attività didattiche e gli insegnanti abbassano un po’ la guardia, tirando il fiato dopo le fatiche dell’anno scolastico trascorso e magari dopo la maratona degli Esami di Stato. E anche stavolta l’estate porta delle brutte novità: la Ministra Fedeli ha annunciato. tutta tronfia ed orgogliosa, che si procederà alla sperimentazione, su cento classi pilota, del cosiddetto “Liceo breve”, ovvero del Liceo articolato su quattro anni invece che sui tradizionali cinque.

Sperimentazione che, del resto, non è nuova, dal momento che se ne discute da anni e che già il Ministro Giannini e la Ministra Carrozza avevano avviato. Il motivo presunto di questa illogica sperimentazione sarebbe un non ben identificata agevolazione dell’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro. Ma con una disoccupazione giovanile al 40%, per quale strana ragione un diplomato diciottenne dovrebbe trovare più facilmente lavoro di un diplomato diciannovenne? Per di più, se il diplomato diciottenne ha alle spalle un anno in meno di scuola.

E per quale strana ragione poi dovremmo accorciare un percorso, che già è paragonabile, ed in alcuni casi anche più breve, se confrontato con il resto dei Paesi OCSE? E perché continuare a smantellare un sistema scolastico che fino a qualche anno fa era considerato uno dei migliori? Sicuramente un’operazione del genere farà risparmiare denaro in termini di riduzione di organico, ma riuscirà a garantire un uguale livello di conoscenze e competenze?

Il Ministro afferma che sarà necessaria una totale revisione dei programmi e del tempo scuola, per poter equiparare i due percorsi paralleli di quattro e cinque anni, e poter far accedere gli studenti allo stesso Esame di Stato. Ma se già oggi si fa fatica a coprire tutti gli aspetti previsti dalle indicazioni nazionali, come sarà possibile farlo con un anno in meno? La Fedeli ha poi fatto attenzione ad inserire nel suo comunicato la solita sviolinata sulla necessità di usare le nuove tecnologie e di rinnovare la didattica, come se già i docenti non lo stessero facendo da anni, e come per anticipare il fatto che, se la Riforma non funzionerà, sarà ovviamente colpa, come al solito, degli insegnanti che sono antiquati e non si aggiornano.

Noi crediamo che questa proposta sia del tutto inadeguata a rispondere alle necessità di riformare davvero ed in modo serio l’Istruzione in Italia, che necessiterebbe, invece di tagli, di massicci interventi di investimento, da non disperdere nei mille inutili rivoli di vuoti progetti e di alternanza Scuola lavoro, ma in interventi di potenziamento di organici, (non del tipo messo in atto dal Governo Renzi, che ha realizzato il “potenziamento” più sconclusionato ed inadeguato della storia della Repubblica, ma di un potenziamento utile a rafforzare la didattica) per ridurre il numero di alunni per classe e per fornire adeguato supporto agli alunni in difficoltà, ed anche in massicci investimenti sugli Istituti Tecnici e soprattutto sui Professionali, totalmente svuotati del loro scopo formativo dalla scellerata Riforma Gelmini che li ha praticamente smantellati togliendo quasi tutte le ore di laboratorio.

Nel nostro Paese si sta procedendo da anni a distruggere ogni tipo di Servizio Pubblico, sia esso l’istruzione o la Sanità, servizi tra l’altro che vanno ad assicurare Diritti previsti dalla Costituzione, per favorire l’intervento del privato e per accentuare sempre più le differenze di classe esistenti tra chi può pagare per avere tali servizi e chi, invece, non può farlo. E nel totale disinteresse si persevera in un progressivo abbattimento tutti quei servizi che per anni avevano garantito il progresso e lo sviluppo sociale. L’opinione pubblica è assuefatta a questo tipo di azioni, ed in alcuni casi è indotta a credere che siano perpetrate allo scopo di favorire il comune benessere, ma in realtà non sono altro che una abile azione Politica rivolta alla erosione dei Diritti acquisiti, erosione che non possiamo e non potremo mai avallare, e sulla quale non possiamo tacere.

Rifondazione Comunista Piombino


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