La firma del presidente Pellati irrilevante

Paola Mancuso

Paola Mancuso

Siamo al paradosso. Firma o meno del Presidente, RiMateria esorbita dalle sue competenze ed invia ” chiarimenti” su ciò che non le compete chiarire. Il riferimento è alla posizione rispetto alla questione della distanza dai “centri abitati”.

Al riguardo la società si è presa la briga di avviare un “processo” preventivo assumendo pareri “di parte” ed ingerendosi in interpretazioni giuridiche che non spetta certo al proponente di un progetto sottoporre ad enti investiti di un “controllo” previsto dalla legge e rimesso esclusivamente alle istituzioni, sia per quanto riguarda gli elementi di valutazione (le previsioni urbanistiche comunali) che per quanto concerne la scelta del criterio applicabile (urbanistico in senso stretto o sulla base di funzioni diverse tutelate dal Codice della Strada).

Tutto questo conferma una propensione alla commistione di ruoli che la dice lunga su abitudini dure a morire. Se invece siamo di fronte all’introduzione di un nuovo progetto volto a modificare elementi essenziali e rimuovere ciò che prima si tenta di considerare compatibile e poi si modifica (misteri della fede!) , c’è tutto il tempo per un iter amministrativo nuovo.

Nel frattempo, del resto, ci sarebbe comunque da procedere alla preventiva bonifica delle aree nel Sin, unica e discutibile condizione di un’autorizzazione in deroga (anche qui) ai criteri di localizzazione regionali e sarebbe doveroso attendere gli esiti dei monitoraggi del Ministero a progetto di MISE eseguito, obbligo giuridico che non può essere bypassato.

La società, privatizzata, deve oggi decidere se vuol fare l’imprenditore ed imporre a maggioranza la linea o se intende interagire con l’Amministrazione prendendo atto di volontà che sono legittima espressione di quelle dei Piombinesi. Questa è l’unica domanda da fare per comprendere se ha ancora un ruolo nelle strategie di sviluppo della città.


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