L’impianto già realizzato e collaudato è in funzione in fase test dal 27.02.2019 ed a pieno regime dal 13.08.2019

Campo sportivo - Campiglia M.ma

Campo sportivo – Campiglia M.ma

All’interno dell’importante progetto europeo Life Rewat è previsto che nel Comune di Campiglia Marittima siano riutilizzate le acque reflue depurate dall’impianto di Campo di Gallio per l’irrigazione del campo sportivo “La Pieve”.

da sx Giancarlo Vallesi, Nicola Ceravolo, Alberta Ticciati, Luca Sebastiani, Gianni Anselmi

da sx Giancarlo Vallesi, Nicola Ceravolo, Alberta Ticciati, Luca Sebastiani, Gianni Anselmi

Un esempio concreto di economica circolare per ridurre il consumo di acqua potabile in un territorio, la Val di Cornia, in cui alla scarsità della risorsa si contrappone una domanda idrica del territorio particolarmente elevata, dovuta alla vocazione turistica e alla presenza di attività agricole e di grandi poli industriali.

L’opera, già realizzata e collaudata, impiega una quota dello scarico proveniente dal depuratore di Campo di Gallio per essere riutilizzata per l‘irrigazione del campo sportivo “La Pieve” nel Comune di Campiglia Marittima, dopo aver subito un trattamento specifico per il riutilizzo.
Si tratta di un impianto dotato di: dosaggio acido peracetico, pre-serbatoio di accumulo, filtro a sabbia, trattamento Uv, secondo punto di dosaggio acido peracetico per disinfezione finale vasca di rilancio e sistema di sollevamento finale con misuratore di portata. Le acque vengono inviate al serbatoio di accumulo del campo sportivo che alimenta a sua volta la rete di irrigazione.

Impianto depuratore

Impianto depuratore

Il Comune di Campiglia M.ma ha individuato Asa Spa, come gestore dell’impianto di recupero ubicato all’interno dell’attuale depuratore e pagherà al gestore il mantenimento in esercizio dell’impianto riducendo il costo di oltre 1/5 per l’irrigazione oltre che a ridurre i consumi di acqua potabile con netto beneficio ambientale. L’impianto sarà in grado di fornire una quantità d’acqua pari al 100 % del totale necessario all’irrigazione stimato in c.a. 3.000 mc/anno. Il costo, che si aggira sui 45.000 euro per quanto riguarda i lavori, è compreso nelle azioni complessive del progetto Life Rewat.

Il progetto realizzato è stato presentato alla stampa in occasione della firma dell’accordo di gestione tra Asa Spa e Comune di Campiglia M.ma, rappresentati dal presidente Nicola Ceravolo e dalla sindaca Alberta Ticciati, alla presenza del presidente del Consorzio Bonifica Toscana Costa, Giancarlo Vallesi, del prof. Luca Sebastiani, direttore dell’Istituto delle Scienze della Vita della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna di Pisa, del consigliere regionale Gianni Anselmi, dei tecnici estensori del progetto appartenenti ai vari enti coinvolti.

“Abbiamo approvato in Consiglio di Gestione un importante accordo, un esempio concreto di come poter mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici che hanno portato a un aumento dei periodi di siccità”. Dichiara il presidente di Asa Nicola Ceravolo, aggiungendo: “Il riuso di acqua depurata per irrigare il campo sportivo è un esempio concreto per preservare la risorsa idrica presente nella falda; la tutela ambientale si realizza attraverso progetti d’innovazione e, grazie al lavoro dei tecnici aziendali e di tutto il team del progetto Life Rewat, possiamo implementare una buona pratica per la difesa del nostro ecosistema”.

La sindaca di Campiglia M.ma Alberta Ticciati tiene a sottolineare: “Il Comune di Campiglia M.ma ha lavorato sin dal principio per la realizzazione del Progetto Life Rewat, scorgendo in questo un importante potenziale innovativo, non soltanto per le tecniche utilizzate e per gli interventi dimostrativi in programma, ma anche per l’importante passo in avanti in termini di cultura, di approccio di sensibilizzazione verso l’utilizzo e la gestione della risorsa idrica e dei corsi d’acqua Sono molto soddisfatta del risultato raggiunto, un piccolo passo che interpreta un cambiamento enorme nei confronti del territorio in cui viviamo”. “Un ringraziamento doveroso e sentito – conclude la sindaca di Campiglia M.ma –  va a tutti i soggetti Regione Toscana, Asa, Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, Scuola Sant’Anna di Pisa e a tutti gli staff tecnici che quotidianamente lavorano con passione ed impegno per portare avanti questo importante progetto che guarda al futuro”

“Anche se si tratta di un piccolo intervento dimostrativo credo che si sia imboccata la strada giusta per il riuso delle acque reflue in Val di Cornia”. Ha dichiarato Giancarlo Vallesi, presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa che aggiunge: “La fattiva collaborazione con il mondo universitario della Scuola S’Anna ci ha permesso di essere capofila per l’attuazione del progetto con i Comuni della Val di Cornia e realizzare il primo impianto, di questo genere, autorizzato in Toscana: un risultato importante visto che le normative italiane in materia sono molto complicate e rendono difficilissima una cosa che invece andrebbe incentivata”.

Il prof. Luca Sebastiani del Sant’Anna ha messo in evidenza quanto la ricerca sia fondamentale e più a contatto con i problemi concreti di quanto si pensi ed il progetto del riuso delle acque reflue per scopi irrigui ne è un esempio e un piccolo investimento in ricerca può portare grandi risultati. “L’acqua, diamo per scontato che ci sia, e in effetti sulla terra ne è presente molta, ma è per la maggior parte salata – ha sottolineato il prof. Sebastiani – quindi buttare via una risorsa come quella derivante da un ciclo di depurazione è veramente un delitto, tra l’altro l’acqua che otteniamo contiene azoto e fosforo, che sono due elementi nutrienti per le piante, a dimostrazione che questo nostro lavoro è un supporto scientifico tutto concreto e anche rassicurante per i cittadini”.

Saluto istituzionale da parte del consigliere regionale Gianni Anselmi che ha apprezzato il clima di collaborazione tra i vari enti ricordato da Vallesi, aggiungendo anche la positività dell’orgoglio che si percepisce nelle persone che hanno lavorato al progetto per il percorso condiviso e i risultati messi a disposizione della comunità e ha rilevato la necessità di lavorare affinché questi percorsi siano consolidati.

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