La pandemia ha insegnato che servono più servizi sanitari sul territorio. Invece l’azienda ASL sta andando in direzione opposta.

La vicesindaco Caterina Magnani

La vicesindaco Caterina Magnani

L’emergenza covid-19 ha messo a dura prova in tutta Italia i servizi sanitari, che in alcune zone hanno retto meglio che in altre, nonostante i tagli che negli anni sono stati inferti alla sanità. La pandemia ha insegnato una cosa: che servono più servizi sanitari sul territorio. Invece l’azienda ASL sta andando in direzione opposta.
Dopo le inascoltate richieste verbali e scritte del Comune, arriva da Suvereto a mezzo stampa il monito all’azienda sanitaria di riattivare celermente i servizi alla popolazione, a cominciare dall’Ufficio amministrativo del distretto.

“il distretto sanitario di Suvereto – spiega il vicesindaco assessore alla sanità Caterina Magnanipur pronto con le misure di sicurezza necessarie, è rimasto alla programmazione della fase acuta della pandemia, con solo 2 giorni settimanali di prelievi a numeri ridotti e con l’ufficio amministrativo chiuso, mentre la bottega della salute per varie vicissitudini non ha mai trovato una stabilità che potesse offrire ai nostri cittadini un servizio su cui contare.
Il servizio CUP è dunque bloccato e nonostante il lavoro delle infermiere, alcuni esami possono essere prenotati solo presso l’ufficio, senza parlare poi del problema pagamenti, aggravato dall’ assenza di totem a Suvereto che costringe una popolazione per lo più anziana a doversi recare a Venturina, tutto questo non è più accettabile!”

A ciò si aggiunge la vicenda del centro di riabilitazione di Campiglia, dove con la partenza del progetto covid sono stati di fatto cancellati o fortemente ridotti i servizi che l’ex ospedale offriva a tutta la val di Cornia, pensiamo solo ai bambini con disabilità che hanno visto ridurre l’accesso ai servizi dirottati in ambienti diversi, per fortuna messi a disposizione dall’amministrazione di Campiglia.

A questo quadro già preoccupante si aggiunge quanto accaduto in sede di assemblea della società della salute del 20 Maggio, dove sono mancate risposte puntuali da parte dell’Azienda sulla ripartenza dei servizi ospedalieri e territoriali e dove per l’ennesima volta è stata rinviata la discussione sullo stato di avanzamento dei finanziamenti per l’implementazione dei servizi dell’ospedale unico Cecina-Piombino.
“I servizi socio-sanitari sono essenziali per la popolazione – conclude Magnani –  e al di là di tecnicismi e burocrazia, servono risposte rapide e efficaci. Il tempo delle attese è finito, i cittadini hanno diritto a servizi adeguati rispetto alle carenze che tutti vediamo e subiamo, ma a cui centri decisionali sempre più lontani dai territori non sanno dare né risposte né giusta considerazione.”



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