La gestione dei rifiuti è, secondo chi gestì l’ASIU, fortemente correlata con la crisi della siderurgia.

Armando3Potremmo raffigurare Piombino, da un punto di vista economico, come un sistema solare dove il sole (siderurgia) è esploso e i diversi pianeti si sono sparpagliati alla ricerca di un nuovo equilibrio che, certamente, troveranno, in alto o in basso, ma lo troveranno.

Non è però giusto attribuire al PD l’esplosione del sole o la mancata diversificazione economica prima del bing bang. Avendo un’azienda siderurgica di grandi dimensioni era estremamente difficile diversificare con aziende complementari e, qualora fosse miracolosamente riuscito, i lavoratori siderurgici, attualmente in cassa integrazione, non avrebbero trovato posti di lavoro in stand by ad attenderli.
La responsabilità del partito di maggioranza è di come è stata gestita l’intera vicenda distorcendo il campo della realtà.
La gestione dei rifiuti è, secondo chi gestì l’ASIU, fortemente correlata con la crisi della siderurgia.

Gli anni 2013, 2014 sono gli esercizi della formazione del debito ASIU e del sindaco Anselmi: le non scelte aziendali rientrano nella sua responsabilità e in quella dell’amministratore Murzi che, qualora non le avesse condivise, avrebbe dovuto dimettersi. Di questo l’ex sindaco è cosciente e, se è vero, che la lingua batte dove il dente duole, lui batte e ribatte sulla tastiera per giustificarsi. Sulla sua pagina facebook riporta, e non è la prima volta, la sua motivazione e si dice sconcertato e stupito perché c’è chi ritorna sull’argomento dando motivazioni diverse dalle sue. Nasce il sospetto che lo sconcerto e lo stupore scaturisca dal fatto che chi ci ritorna non crede alle sue interessate motivazioni. Giacché siamo fra questi, siamo consapevoli di correre il rischio di incorrere in una delle sue fatwe.

Ultimamente, l’ex sindaco, attribuisce addirittura la responsabilità alle opposizioni. Ci dice: “forze e candidati che quando esplose la crisi e negli anni successivi chiedevano ai comuni di non toccare le tariffe sui rifiuti per famiglie e imprese.”. In precedenza invece attribuiva la buona azione a se stesso. Certamente pensando che il 2014 era l’anno delle elezioni amministrative qualche malignità sopravviene.

Preferiamo stare a quello che riportano i documenti.
Nelle Relazioni di Bilancio degli anni 2013 e 2014 dell’ASIU le difficoltà vengono attribuite alla mancata produzione dello stabilimento siderurgico con la mancanza di scoria, materia prima del conglomix interrompendone la produzione. Motivazione incredibile perché il conglomix, sino ad allora, produceva costi, ma non ricavi: non aveva mercato, se non in qualche esperimento o nelle strade di campagna del comune “amico” di Castagneto Carducci, sollevando una forte protesta degli agricoltori allarmati per la salute.
E’ tipico l’ottimismo che assale il fallendo all’avvicinarsi del tracollo finale e infatti traspare tutto nella relazione di Bilancio 2013 e fa pensare che è stata persa tutta la lucidità mentale: Si afferma: “Il percorso che ci siamo dati può essere descritto come una sorta di traghettamento verso la fine dell’anno in corso, per cogliere pienamente gli effetti indotti dalla ripartenza del polo siderurgico.”.

Mentre si spera alla ripartenza immediata dello stabilimento: alla costruzione dei forni elettrici, alla ristrutturazione dei laminatoi di fine anno, l’ASIU, come un’auto senza autista, corre verso il burrone.

Non fu presa in considerazione una ristrutturazione per ridurre i costi che avrebbe allarmato i lavoratori, la cittadinanza e, soprattutto l’elettorato, che avrebbe sconfessato il mito dell’infallibilità del sistema politico cittadino. Non fu dato corso, come detto, all’aumento dei ricavi spalmando su tutta la cittadinanza un aumento tariffario preferendo: insufflare sulla cittadinanza gli effluvi dell’acido solfidrico (veleno potentissimo e puzzolente); spalmare su una sola parte della cittadinanza la svalutazione degli immobili costruiti con grandi sacrifici; trasformare Piombino in una città per nulla attraente per il resto dei suoi giorni. Un classico esempio di come si può rovinare un territorio in appena cinque anni.

Per completare l’opera hanno cercato maldestramente di coprire il misfatto come fanno i cani con le zampe dopo aver evacuato: l’ASIU, lasciata in sonno in perennemente in liquidazione (una sorta di coma farmacologico indotto) permanente in modo che nessuno ricordi più la cara estinta, hanno cambiato il nome della TAP in RiMateria, con l’intento di cacciare nell’oblio la sua inutilità durata 20 anni. Alla fine, hanno cacciato il sindaco Giuliani come il capro al quale, alla maniera dell’antico rito ebraico, gli hanno messo sulle spalle le responsabilità di Anselmi e Murzi.

Così si riparte come se nulla fosse successo.


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