Il mistero più profondo è la posizione del sindaco Giuliani: poteva non sapere?

Armando3Il 22 febbraio scorso molti piombinesi hanno ricevuto una telefonata. Una voce femminile, dall’inconfondibile accento dei paesi dell’est, chiedeva se volevano sottoporsi ad un sondaggio. A chi ha chiesto di quale organizzazione si trattasse è stata data una risposta piuttosto generica, non certamente di un istituto conosciuto. Poi, se fosse di Roma, come dichiarato dalla telefonista, o casareccia non abbiamo prova certa anche, se dalla professionalità emersa in seguito, propenderemmo più per la seconda ipotesi: l’impressione è stata che si trattasse di un’organizzazione e di un conseguente sondaggio da quattro soldi.

Le domande sono state pochissime e poste piuttosto male e sono state nell’ordine: a quale area politica si poneva l’intervistato; quale fra i settori: industria, turismo, commercio, porto fosse più importante per l’economia cittadina; quale giudizio si poteva dare al sindaco Giuliani; un giudizio su eventuali candidati sindaci: Claudio Pedroni, Carla Maestrini, Maurizio Grassi e Martina Pietrelli.

Nei sondaggi, quelli seri, le domande richiedono una risposta secca, non soggetta ad interpretazioni: Si, No, Non So, da uno a dieci quale voto darebbe, per giungere ad un risultato probabilistico espresso in percentuale, mentre nel caso in questione era ammessa una chiacchierata.
Anche se “l’intervistatrice” ha evitato la domanda specifica, non ci sono dubbi che il sondaggio “casareccio” sia stato ordinato o organizzato dal PD locale in quanto l’unico ad averne interesse.

Martina Pietrelli, l’ipotizzata candidata sindaco, ha immediatamente dichiarato di non essere stata interpellata sull’iniziativa.
Se Martina Pietrelli non è stata interpellata c’è da supporre che non lo siano stati nemmeno gli altri che, però, si sono trincerarti nel più assoluto riserbo.
Martina Pietrelli corse nelle primarie per la designazione del sindaco nel 2014 nelle quali vinse Giuliani; nella giunta che ne seguì divenne assessore all’urbanistica, ma poco tempo dopo fu sfiduciata da Giuliani subendo una vera e propria umiliazione. Dopo quell’episodio si è ritirata dall’agone politico, ha messo da parte le ambizioni e, pur rimanendo coerentemente nel partito, certamente non “regge la balla” agli attuali cacicchi e si è sentita libera di riferire i fatti senza doverne subire più ritorsioni di quante ne abbia già avute. La Maestrini è l’astro nascente del PD locale e totalmente in carriera ed ha l’interesse di starsene buona e tranquilla senza osare dichiarazioni scomode per il “partito”.

Maurizio Grassi, dirigente scolastico, è come il coniglio uscito dal cilindro del prestigiatore, una vera e propria sorpresa.

Claudio Pedroni, di quel quartetto, per dirla alla Verdone, è il “più avulso”. Pur ipotizzandolo mentalmente vicino a quel partito non ha mai fatto politica. Chi lo ha incontrato giovane sui banchi del liceo non ricorda di averlo sentito parlare di politica o che si sia impegnato ad organizzare manifestazioni studentesche. Potrebbe anche raccogliere consensi elettorali, è una brava persona, amico di tutti, ma l’assunzione del ruolo di sindaco lo metterebbe in forte conflitto d’interesse: la sua attività imprenditoriali prevede concessioni e autorizzazioni del Comune, come testimonia il protocollo d’intesa firmato in Regione a fine luglio 2018.
Con la firma di un protocollo d’intesa, l’imprenditore rinuncia ad ogni merito delle ricadute sul territorio degli investimenti che si accinge a fare concedendo tutti gli onori a chi amministra il comune o la regione. Quindi non sapremo mai se anche Pedroni sia stato o non sia stato avvertito del sondaggio: certamente non ha alcuna convenienza e, smentire un’iniziativa del “partito”, non porta senza dubbio bene, nel migliore dei casi non porta né vantaggi, né svantaggi.

Il mistero più profondo però è la posizione del sindaco Giuliani: poteva non sapere? Se non fosse stato a conoscenza del sondaggio, essendosi candidato per il secondo mandato, qualcuno nel PD tramerebbe alle sue spalle individuando un sostituto fra i quattro cavalieri dell’Apocalisse sopra citati. Se, viceversa, ne fosse stato a conoscenza dovremmo supporre di essersi convinto di non avere molte probabilità di essere rieletto.

Potremmo però avanzare un’ipotesi, a nostro giudizio più realistica: il PD locale è in uno stato confusionale tale che non sa nemmeno quello che fa.


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