Nella duecentesca struttura di Sant’Antimo sopra i canali, un progetto per recuperare quella storia che le privatizzazioni industriali hanno disperso

faccia a faccia

Un momento dell’inaugurazione con l’Assessore alla Cultura Paola Pellegrini

Una singolare iniziativa quella della mostra “Faccia a Faccia. Storie, immagini e volti negli archivi industriali di Piombino” che in questi giorni si tiene presso i locali della duecentesca Chiesa di Sant’antimo Sopra i Canali a Piombino, perchè al posto della solita mostra fotografica statica, dove il visitatore ammira i soggetti o la bravura dell’autore, qui diventa il personaggio principale. Il progetto di Fondazione Dalmine, in collaborazione con il Comune di Piombino, il Comune di Follonica, l’Archivio Città di Piombino e il museo MAGMA di Follonica. Una mostra storico-fotografica e interattiva che ricostruisce una parte fondamentale della storia  di Piombino, con oltre 700 immagini di industria (Acciaierie, Magona, Dalmine), luoghi, eventi, ma soprattutto persone, ritratte nei momenti di lavoro e di tempo libero

Nella sala della mostra ci sono 7 postazioni su un grande tavolo, con 7 album di foto ciascuno con un titolo ben preciso, attraverso le quali i visitatori, i cittadini e soprattutto i lavoratori (attivi e in pensione, possono dare il proprio contributo di memoria dando un nome a chi magari lavorava nel proprio reparto o un conoscente, un parente o amico riprodotti nell’immagine, scrivendone il nome, per costruire insieme una memoria postuma.

Inoltre il visitatore può segnalare o addirittura portate una propria foto alla segreteria della mostra, dove potrà essere digitalizzata e restituita, per essere inserita negli archivi storici comunali, previa liberatoria.

Un’occasione per riscrivere una fetta di storia del proprio territorio, perduto dalla fine degli anni ’80 ai giorni nostri, che per alcune delle industrie del territorio non è stato possibile, perchè lontano obiettivi (mission), fatta di numeri e logiche di mercato.

Le foto nel corso degli anni, venivano commissionate dalle direzioni a studi fotografici locali come Giovannardi , Civilini, Lepri, ma anche da fotografi nazionali come Pepi Merisio , che fissavano sulla pellicola momenti importanti per l’azienda come l’inaugurazione di nuovi impianti o la visita di personaggi istituzionali. Tradizioni che appartenevano al periodo in cui le aziende facevano parte delle partecipazioni statali del gruppo IRI, in cui anche la vita della comunità era parte integrante dell’azienda. L’ufficio delle relazioni esterne era anche la redazione del notiziario, del quale hanno fatto parte personaggi come Gianni Gorini e Renato Quilici. Nascevano infatti i giornali aziendali, per portare fuori del perimetro della fabbrica la conoscenza dell’attività industriale che si univa alla storia del territorio. Con loro si crearono i circoli ricreativi, culturali come la biblioteca, laboratori per le arti visive, lo sport

La mostra, prende spunto da un archivio di circa 30.000 immagini recuperate dagli archivi, ILVA, Ansaldo. Materiale storico ultracentenario composto da foto e filmati per anni è rimasto in scatole polverose, ed è stato donato alcuni anni fa dalla Lucchini all’Archivio Storico di Piombino, quando il progetto del “Museo del Ferro “per un periodo dei primi anni 2000, fece ben sperare sul recupero della memoria industriale nelle aree di Città Futura, è stato messo da parte con la crisi industriale del 2008. Faccia a Faccia prende il nome da un progetto, di museo che non ha una collocazione fisica, ma itinerante creato da Tenaris Dalmine che ha raccolto la sua storia Italiana nella sua sede principale a Dalmine riproposto con foto e testimonianze dei lavoratori delle industrie del gruppo in Argentina e Romania.

Si tratta pertanto di un work in progress che trova una sua continuità nel sito www.facciaafaccia.org dove sarà possibile visualizzare centinaia di foto esposte i mostra cliccando sulla sezione “luoghi” del sito o ricercando semplicemente la parola Piombino. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 28 ottobre,

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