La città non ne può più Purtroppo oramai è passata dallo scetticismo alla rabbia, e questo è un brutto segnale.

UDCAncora una volta a Piombino e negli edifici del comune si contempla un antico rito: la firma dell’ennesimo protocollo.
Purtroppo, eventi di questo tipo sono stati celebrati fin troppo negli ultimi 10 anni, ma di risultati concreti neanche uno. Rispettiamo il lavoro di tutti i protagonisti, sia pubblici che privati, ma dopo tante promesse disattese, è ovvio che la credibilità sia scaduta. Il porto è una cattedrale nel deserto, la 398 è ancora alla fase progettuale dopo 30 anni di dibattito, la principale area siderurgica ancora un’incognita. La città non ne può più.

Purtroppo oramai è passata dallo scetticismo alla rabbia, e questo è un brutto segnale. Non si dimentica facilmente la fiducia con carta bianca concessa a Khaled e poi a Rebrab, nonostante fossero evidenti le loro carenze programmatiche. Lo stesso presidente della regione Toscana aveva fatto proclami in entrambi i casi, poi tutto si è concluso come ben sappiamo. Sarà stata anche la sfortuna o la contingenza di situazioni difficili, sta di fatto che sono state cantonate enormi. Se poi il vero intento è sempre e solo stato quello di allungare il più a lungo possibile gli ammortizzatori sociali, allora è un’altra cosa, ma avrebbero fatto bene a dirlo nel rispetto di una comunità intera.

Non dimentichiamo le dichiarazioni ad orologeria in stile politico di dirigenti industriali, che sono arrivati, se sono andati e poi sono ritornati, apparendo e scomparendo come una magia. Non entriamo sulle questioni di Rimateria, è una vicenda che viene da lontano ed oggi ne stiamo pagando il conto, però prima che i dirigenti Aferpi si esprimano sulla discarica con impegni precisi, sarebbe opportuno che prima decidessero cosa fare concretamente dello stabilimento di Piombino. Lo dcemmo già a suo tempo e lo ripetiamo: “i dirigenti Aferpi non sono espressione di una segreteria politica e tanto meno possono sostituirsi all’ufficio stampa di un comune”. A questo punto serve che le proposte sottoscritte si concretizzino, dopodichè si potrà credere ai protocolli d’intesa, altrimenti, si tratterà ancora una volta di aria fritta come è stato fino ad oggi.

Le vecchie liturgie preelettorali della politica del secolo passato sono superate, non serve affrettarsi gli ultimi mesi con manutenzioni pubbliche e simposi programmatici per recuperare il consenso, il mondo è cambiato e quei tempi non torneranno più. Forse nemmeno più i voti.

Luigi Coppola - Segr, Prov. UDC Livorno
 Massimo Aurioso - Coordinatore UDC Piombino Val di Cornia


Share Button