Tale processo spesso  deve prima passare da una “riconversione mentale”.

ugl Le problematiche, ad oggi, sono state trattate separatamente, mai in un’ottica di unico progetto di “rinascita ” di un sito di interesse nazionale (SIN) e area di crisi complessa.

Come sindacato sono anni che continuamo a ribadire che dobbiamo pretendere una normativa ad hoc, sia a livello regionale che nazionale, senza la quale difficilmente potremmo creare lavoro, diversificazione e un futuro per i nostri figli . Si continua a riporre enorme fiducia nei vari imprenditori di turno con una visione miope,  a dipingere il nostro territorio a servizio della fabbrica, come lo è stato per decenni .
Nessuno può negare che siamo cresciuti con i fumi e gli odori delle nostre fabbriche e che l’acciaieria, la Magona, l’Enel fanno e faranno sempre parte della nostra storia. Innegabile che l’ economia e il benessere delle nostre famiglie sia derivato da queste realtà.

Ma oggi molte cose sono cambiate e per quanto ancora molta importanza abbiano le realta’ industriali presenti, dobbiamo partire  da un processo di riconversione e di bonifiche dove vari settori possano coesistere senza ostacolarsi.
Solo in questa logica avrebbe  davvero senso una discarica enorme come quella che abbiamo all’ingresso di Piombino. Una discarica che,  invece di accogliere rifiuti da fuori, dovrebbe trattare i molti rifiuti che abbiamo a casa nostra.
Si dovrebbe poi, invece di invocare il mostro “amianto” per scacciare altri mostri,  iniziare a pretendere  reali provvedimenti per limitare ed eliminare un tale pericolo per la salute di tutti !!

Parlare di economia circolare e legarla alla discarica o al nuovo progetto delle pale eoliche al Quagliodromo, senza una visione  di come sarà ridisegnato il nostro territorio, non ha senso . Parlare di fonti energetiche che danno “energia pulita ” piace a tutti, ma saranno  quantità limitate. La “green economy”  entusiasma ma se prima non facciamo le bonifiche del SIN e non valutiamo l’esigenza di una normativa ad hoc difficilmente il territorio uscirà fuori da una crisi complessa come la nostra.

Riprogrammiamo la nostra economia, diversifichiamo uscendo da ogni monocultura che si  rivela sempre perdente.   Rafforziamo  la  sanità locale e lottiamo per preservarla,  usciamo da attività, come discariche ed altro, che non siano al servizio del territorio.
Programmiamo il  futuro con umiltà e lungimiranza  ma con la consapevolezza che, ad oggi, siamo ancora un sito di interesse nazionale  .

Sabrina Nigro - Segretario generale Ugl Livorno



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