Si tratta  del solito sciopero,  strumentale, contro un Governo non allineato ai poteri forti dell’Europa e delle banche.

uglPer venerdì 14 giugno è stato proclamato uno sciopero generale dei metalmeccanici,  che secondo chi lo ha indetto, non nascerebbe in polemica con le politiche attuate dal Governo bensì dalla volontà di riportare al centro dell’agenda dello stesso azioni volte al rilancio del lavoro e degli investimenti. Noi non ci crediamo e la  segreteria  nazionale  Ugl metalmeccanici  lo ha ben spiegato tramite un comunicato nel quale si sottolinea appunto che si tratta  del solito sciopero,  strumentale, contro un Governo non allineato ai poteri forti dell’Europa e delle banche.

Tra l’altro ci verrebbe da chiedere perché  negli anni passati non ci sia stata un’ analoga mobilitazione quando precedenti governi hanno massacrato l’articolo 18, hanno introdotto il Jobs Act ed ancora prima, con la legge Fornero, e la sua scellerata riforma delle pensioni, avevano condannato i lavoratori a lavorare fino a 67 anni e oltre!!!  Perché  non sono scesi in piazza quando altri Governi hanno consentito ad aziende italiane di delocalizzare le loro attività in maniera selvaggia, dopo aver goduto per anni di decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici, lasciando tanti lavoratori in mezzo alla strada ?

Oggi, un Governo diverso dai precedenti, ha introdotto nel sistema pensionistico  “Quota100”, che consente volontariamente di poter andar in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Il decreto dignità, che riduce a 24 mesi i contratti a tempo determinato e di fatto ne riduce la precarietà. Per questi motivi la Ugl, anteponendo l’interesse dei lavoratori, non parteciperà allo sciopero del 14 giugno.Tra l’altro anche nel nostro territorio non siamo nuovi ad atteggiamenti del genere. Basta vedere quello che è successo con le elezioni amministrative  dove  alcuni sindacati, che oggi si proclamano apartitici,  hanno addirittura dato precise indicazioni di voto .  Oggi  fa sorridere che, di fronte ad un risultato diverso dalle  indicazioni e sponsorizzazioni,  gli stessi si siano affrettati a precisare che sono aperti al dialogo. L’interesse  dei lavoratori, per un sindacato, deve sempre essere anteposto  a tutto, qualsiasi siano gli interlocutori .


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