I Piombinesi – senza bisogno di ferire anche loro – hanno dimostrato di conoscere meglio di chi ha governato precedentemente di cosa la città necessiti.

manifestazione rimateria1Mentre il Comune è superimpegnato a sbrogliare la matassa del complesso problema delle discariche (perché sono più di una) e ad approvare una variante urbanistica che metta fine al loro raddoppio, incalzato anche dalla pressione della volontà popolare, determinata e agguerrita, le opposizioni consiliari intervengono in materia con accenti molto diversi.

La sinistra, che ha governato Piombino dal primo dopoguerra fino a ieri e che difende a spada tratta le discariche, proprio non riesce a stemperare i toni della polemica e scende sul piano di una dialettica isterica, ricorrendo alle consuete bordate che lasciano il segno. In un intervento online, del 24 giugno scorso, essa si “complimenta” con il Primo Cittadino domandandosi con “garbo istituzionale” se egli «si sia accorto di essere diventato il sindaco di Piombino». Ad una provocazione simile si può rispondere subito che certamente se ne è accorto, tanto è vero «che non fa altro che sbraitare e lamentarsi sia per le ecoballe, per la fabbrica, per la discarica», ossia per i più gravi problemi che affliggono i cittadini; magari, verrebbe da aggiungere, lo avessero fatto anche i precedenti sindaci, che nessuna delle opposizioni ha mai preso per il bavero!

E’ poi da mettere in dubbio che «Dare la colpa al Partito Democratico per qualsiasi cosa accadesse in città» abbia consentito al nuovo Sindaco «di vincere le elezioni lo scorso anno»; infatti, i Piombinesi – senza bisogno di ferire anche loro – hanno dimostrato di conoscere meglio di chi ha governato precedentemente di cosa la città necessiti. Per quanto riguarda infine la variante urbanistica parco pubblico, non credo convenga agitare troppo lo spettro di «un’operazione difficile che costa ai piombinesi decine di migliaia di euro in consulenze e avvocati», per il fatto che chiunque sa chi dovrà eventualmente ringraziare.

Mi rendo conto che è inutile fare appello al senso della misura: un clima sociale accettabilmente rasserenato Piombino lo avrà quando tutti rispetteranno democraticamente l’assestamento politico-amministrativo della città e dopo che in molti avranno fatto un salutare bagno di umiltà.
Il 26 giugno, in una articolata e ragionevole nota sempre online, Rifondazione Comunista, ostile in via di principio alla discarica, illustra, seppure sogghignando, l’assommarsi delle azioni legali causate dai vari ricorsi contro il Comune che lo porterebbero a trovarsi in difficoltà nell’affrontare i conseguenti, suesposti oneri. Problemi certo non creati dal Comune stesso, il quale stimerei opportuno, al di là di alcune sottigliezze, per il bene pubblico ed esimendosi dal fare propaganda, essere sostenuto anche dalla predetta Rifondazione e dall’esimio Consigliere Avvocato Callaioli in tale battaglia, a meno che non si preferisca rinunciare a difendersi in sede legale e lasciar crescere indisturbati gli esorbitanti cumuli di discariche.

Ultimo in ordine di tempo, il 27 giugno, il Movimento 5 Stelle, che si è mostrato sempre contrario al raddoppio dei volumi delle discariche e che ha appoggiato manifestazioni ed atti consequenziali, dopo aver gridato allo scandalo per il costo di un «parere legale» (semmai di un’azione legale!), ribadisce che la variante urbanistica in oggetto «non è lo strumento adatto a bloccare la mega discarica»; pertanto si dissocia platealmente dalla protesta pubblica. Ammesso e non concesso che ciò sia giusto, quale altra strada dovrebbe prendere il Comune di Piombino per bloccare il raddoppio delle discariche? Strada che non viene suggerita.

Nedo Tavera

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