Nel pomeriggio di domenica è arrivata la notizia di un caso di Covid-19 anche a Piombino.

Il primo cittadino Francesco Ferrari ha inviato un comunicato stampa sulla situazione. Alla luce di questo, il Comune ha attivato il Coc (Centro operativo comunale) per affrontare l’emergenza.

Nel frattempo la città ha vissuto una domenica che da una parte è stata raggiunta dalla notizia di un caso che ha dato seguito ad una serie di messe in quarantena. Dall’altro complice la bella giornata primaverile ha visto molta gente fuori. Certo l’aria aperta, come nel caso di Baratti, è stata la soluzione di molti, che passeggiando alle dovute distanze hanno respirato aria di mare (un tempo si diceva un “toccasana”). Ma la costa tirrenica nel week end è stata raggiunta anche da molti “fuggiti” dalle zone del nord Italia, che a seguito del Decreto del Consiglio dei Ministri diffuso nella tarda serata di sabato che ampliava la zona rossa con ulteriori province lombarde e emiliane, con Pesaro e Rimini. Molti sono infatti coloro che sono usciti dalle cosiddette zone rosse hanno preferito la seconda casa al mare o la casa dei parenti toscani. L’Elba infatti già da tempo è il rifugio di coloro che fuggono dalla zona rossa quando erano state chiuse le prime 10 località lombarde (Codogno in testa) .

E pare che sia proprio stato un paziente in soggiorno nell’isola che ha contaminato il noto medico piombinese. Nel giorno della festa della donna a Piombino si è diffusa la notizia del primo caso con la conseguente messa in quarantena di molte altre persone, oltre naturalmente ai familiari che molti amici, parenti e lo stesso equipaggio dell’ambulanza che lo ha trasferito a Livorno

Le cautele non sono mai troppe. Il virus non si vede, non ha odore, il rischio è di una psicosi collettiva, paura di chi incontriamo per strada o di chi ci troviamo accanto. La soluzione è seguire alla lettera quello che ci viene richiesto dagli enti ministeriali competenti e come conclude il Sindaco Ferrari nel suo comunicato “Dobbiamo contribuire tutti a rallentare la diffusione del virus e l’unico modo per farlo è applicare le misure di prevenzione e non farsi prendere dal panico inutilmente”.

Domenica è stato il giorno che ha fatto da spartiacque ad una situazione che viene aggiornata in continuazione. Evitare il contagio per evitare di ammalarsi e intasare le strutture ospedaliere. Per la prima volta si dà un segnale, mi proteggo per proteggere, verso cioè quelle fasce della popolazione a rischio come anziani, cardiopatici o coloro che hanno malattie particolari che hanno bisogno di posti di terapia intensiva. Contribuire cioè tutti insieme ad evitare il contagio con molti sacrifici. Ecco che durante la notte la presidenza del consiglio dei ministri ha emanato il nuovo decreto denominato #iostoacasa che estende la zona di crisi denominata “rossa” a tutta la penisola.

Nella serata di ieri 9 marzo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che le misure per evitare la diffusione del nuovo coronavirus. Entrano in vigore dalla mattina del 10 marzo. Ecco i punti principali.

  • È prevista una limitazione degli spostamenti in tutto il territorio nazionale. Ci si può spostare solo per esigenze lavorative, motivi di salute o casi di necessità, da motivare attraverso un’autocertificazione. Il modulo per l’autocertificazione si scarica dal sito del ministero dell’interno.
  • Sono vietati gli assembramenti all’aperto e in luoghi aperti al pubblico.
  • Le scuole e le università restano chiuse fino al 3 aprile.
  • I bar e i ristoranti devono chiudere entro le 18.
  • Chiusi i pub, le discoteche, le sale gioco, le sale bingo, i musei, i teatri e i cinema.
  • Tutte le manifestazioni sportive sono sospese, compreso il campionato di calcio di serie A.
  • Al momento non è prevista la limitazione dei trasporti pubblici.



Share Button