Chi mente risponda in consiglio comunale

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Le liste civiche della Val di Cornia sono già intervenute più volte sulla fallimentare gestione dei rifiuti nel nostro territorio: oltre 20 milioni di debito lasciati da ASIU, di cui nessuno sembra dover rispondere e che oggi paghiamo con l’arrivo di rifiuti da ogni dove; discarica che si innalza vistosamente, e che ammorba l’aria circostante di miasmi fetidi, offrendo un ottimo biglietto da visita ai turisti e un’ottima qualità dell’aria agli abitanti della zona; stoccaggio – pagato con le bollette dei cittadini- dei rifiuti urbani che sostano in un capannone prima di essere messi su strada ed essere essere conferiti nel grossetano, con un bel costo economico e ambientale. Ora si viene anche a sapere di una anomala commistione tra il servizio pubblico di gestione dei rifiuti e una gestione privata , di mercato, dei rifiuti speciali, compresi anche quelli pericolosi (amianto) .

Di questo intervento di un soggetto privato nella delicatissima e lucrativa gestione dei rifiuti, nessuno sapeva niente, non solo i consiglieri comunali, ma nemmeno i sindaci, che hanno ricevuto da SEI Toscana una semplice comunicazione “per conoscenza” come se la cosa non fosse di loro competenza: non avremmo saputo niente di questa “comunicazione”, se l’assessore all’ambiente del comune di Suvereto non avesse reso pubblica la questione.

Alla denuncia di Pasquini ha fatto seguito una arrogante risposta da parte degli assessori Chiarei, Bartalesi e Russo (Piombino, Campiglia e San Vincenzo) in cui come da copione si ricorre alle solite offese al comune eretico di Suvereto, accusato di stato confusionale, mentalità medievale, e altre amenità di tal fatta, seguite da una serie di elogi per le loro scelte economicamente e ambientalmente convenienti, all’avanguardia, efficienti e trasparenti. Cioè : i comuni, secondo le affermazioni pubbliche di questi assessori, erano da tempo a conoscenza dell’operazione, condotta alla luce del sole, e dell’ingresso della privata Wecologistic nella gestione dei rifiuti, ritenuta ottimale. Peccato che in una nota del 4 ottobre (indirizzata all’ATO, a SEI Toscana e agli altri sindaci soci) il sindaco di Piombino smentisca tutto ciò e affermi che

  • – il gestore unico ha assunto questa decisione in totale autonomia, senza un preventivo confronto con i Sindaci dei comuni interessati. 
  • questa scelta non è stata preceduta da una adeguata analisi delle possibili opzioni alternative
    Infine solleva dubbi e chiede approfondimenti sulla legittimità di affidare a un soggetto privato, terzo . un’attività che rientra nel ciclo dei rifiuti urbani, senza assoggettamento alla disciplina del codice dei contratti pubblici.

E’ chiaro che qualcuno mente.
Questo fatto riveste una gravità estrema e non può passare sotto silenzio: ne va di mezzo la credibilità delle istituzioni.
A nostro avviso, confondere la gestione di un servizio pubblico con l’iniziativa privata sul mercato degli speciali apre a grossi rischi un settore che invece ha bisogno di grande trasparenza. Per questo le decisioni sugli indirizzi e le strategie di gestione devono essere collegiali e trasparenti. Questa vicenda dimostra invece ciò che noi denunciamo da tempo, inascoltati: che gli strumenti di democrazia all’interno di grandi ambiti (come gli ATO) sono inevitabilmente e pericolosamente insufficienti e il controllo da parte dei territori diventa impossibile. Soprattutto non è accettabile il silenzio calato su tutta la questione: deve essere fatta chiarezza ed è necessario che chi mente risponda di ciò in consiglio comunale.
Un’Altra Piombino

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