In risposta al comunicato del Comitato Salute Piombino Val di Cornia pubblicato ieri, accogliamo la risposta di Assunta Astorino Presidente del consiglio di amministrazione della Cuore Liburnia Sociale, società cooperativa Onlus

CuoreA seguito del comunicato apparso su L’Etrusco a firma del Comitato di Salute Pubblica, contenente gravi inesattezze, allo scopo di ripristinare la verità dei fatti e di evitare inutili ed infondati allarmismi, la Cuore Liburnia Sociale Società Cooperativa Onlus, nella sua qualità di gestore delle RSA citate in detto comunicato, puntualizza quanto segue: Presso le strutture in gestione alla Società sono state sempre adottate tutte le misure e le disposizioni impartite da Regione e da Azienda Sanitaria che venivano via via inviate ai fini del contenimento del contagio da covid-19.

In data 25 febbraio 2020 presso la RSA S. Rocco come in tutte le altre RSA del territorio è iniziata la restrizione per i visitatori e il monitoraggio degli accessi al servizio tramite registrazione delle entrate. L’utilizzo dei DPI è stato fin dall’inizio conforme a quanto previsto dalle disposizioni.

  • Dal 4 marzo è inoltre stato attivato il check point e gli ingressi di persone esterne sono stati ulteriormente ridotti.
  • La struttura è stata di fatto chiusa ai visitatori dal giorno 7 marzo.
  • Il Centro Diurno integrato di San Rocco è stato chiuso il 10 marzo, anticipatamente rispetto alle indicazioni regionali che disponevano la chiusura dei centri diurni per anziani non autosufficienti dal 16 marzo.

E comunque come concordato con l’azienda sanitaria gli ospiti del centro diurno effettuavano attività in locali separati e dedicati e non presentavano alcuna sintomatologia, prerequisito per l’accesso. Nel comunicato in questione si parla di una non meglio identificata “coordinatrice”. Dal punto di vista organizzativo, si precisa che la RSA San Rocco ha un direttore, una coordinatrice infermieristica e un coordinatore area anziani che segue le strutture gestite dalla Società. Il Direttore coordina specificatamente e solamente la RSA S. Rocco. Il Coordinatore infermieristico ha ruolo di supervisione ma in ogni spostamento, in questo momento così delicato, ha sempre utilizzato i dispositivi di protezione come previsto da normativa, e per inciso non si reca presso la RSA Casa del Duca di Portoferraio, che ha seguito al momento dell’avvio della gestione, da oltre un mese. Il coordinatore unico non ha contatti con l’utenza e dalla metà di febbraio ha sempre coordinato dalla sede ed effettuato solo riunioni con i direttori.

In ogni caso, tutti i professionisti sono risultati negativi. Tutti i DIP presenti sono stati utilizzati in base alle disposizioni ricevute, i comportamenti e le procedure sono stati adeguati e spesso hanno anticipato di fatto le stesse disposizioni di regione ed azienda sanitaria di area vasta. I dispositivi di protezione sono sempre stati presenti in struttura e sono stati adottati secondo le indicazioni di OMS , Regione e ASL. L’implementazione degli stessi è stata adottata secondo disposizioni dal momento di presenza di casi sospetti e nuovamente si è implementata ulteriormente al momento della presenza di casi positivi, quindi dal 19 marzo 2020. La struttura è sempre stata sanificata giornalmente. Dal mese di febbraio sono stati aggiunti prodotti ulteriori per prevenzione da covid19.

Dal 19 di marzo le sanificazioni aggiuntive sono raddoppiate per ulteriori trattamenti a fondo di tutta la struttura. Nel precisare che le decisioni su come procedere al monitoraggio della salute degli ospiti residenziali sono di competenza delle competenti strutture dell’ASL, si conferma che, quanto agli ospiti in struttura risultati positivi, sono state adottate tutte le misure di sicurezza, integralmente e costantemente condivise con le competenti strutture ASL, con le quali si è lavorato fianco a fianco in questa difficile situazione. Questo per quanto riguarda i fatti.

Le asserzioni del Comitato, infondate e superficiali, e tali addirittura da ventilare l’ipotesi assurda che vi sia un focolaio con origine nella RSA, sono pertanto destituite di ogni fondamento. Non solo, ma sono tali da procurare un allarme ingiustificato non solo nelle famiglie degli ospiti, ma più in generale in tutta la popolazione della zona già così toccata, sul piano fisico, economico e psicologico, dalla situazione che stiamo vivendo e, per quanto ci riguarda, stiamo cercando di fronteggiare con ogni mezzo. Inoltre, esse gettano immotivato discredito su una società, su strutture e su operatori ad ogni livello che, con grande sacrificio e rischio personale, con la massima professionalità e con il pieno rispetto delle norme, sono in prima linea nella lotta contro il virus.

Per questo motivo la società, mentre da un lato invita tutti a fornire eventuali informazioni che possano essere utili a gestire la situazione, parimenti diffidano chiunque dal far circolare informazioni non vere né verificate, atte solo a generare confusione e timori infondati, che si aggiungerebbero a quelli che invece fondatamente hanno dato luogo alle misure preventive che vengono adottate.

In proposito, la Società comunica di aver conferito mandato ai propri legali di esaminare sotto tutti i profili il contenuto del comunicato del Comitato di Salute pubblica apparso su L’Etrusco, allo scopo di assumere presso le sedi competenti tutte le iniziative atte a tutelare l’immagine della Società e dei propri operatori.

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