USBApprendiamo notizie dalla stampa che vari dirigenti di Jsw Stell Italy di Piombino hanno lasciato l’azienda. In più stanno vendendo pezzi di stabilimento ad esempio “siluri trasporto ghisa” che vengono portati in India tramite le navi che riforniscono lo stabilimento.

Noi di USB non abbiamo mai creduto dall’inizio alla multinazionale indiana e lo abbiamo sempre scritto e manifestato in piazza, ora tutti si svegliano quando i buoi sono scappati.

Primo punto: l’azienda non ha ancora presentato un piano industriale quindi nessun investimento con date e tempi certi, questo è il vero problema. Sembrava tutto fatto e invece erano parole al vento.

Secondo punto: il Governo e la regione Toscana sulla vertenza di Piombino che posizione vuole prendere? E soprattutto cosa vuole fare di Piombino? Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Morani che si doveva occupare di Piombino non si è fatto più sentire, e anche la politica nazionale è evaporato dopo le elezioni. Dalla Regione Toscana e dal presidente Giani non abbiamo letto e sentito nessuna parola. Sarà bene che tutti si prendano le proprie responsabilità e dichiarino la strada futura che vogliono intraprendere.

Terzo punto: varie dichiarazioni da fonti aziendali e governative avevano detto che ci sarebbero stato un imminente ingresso dello stato in Jsw tramite Invitalia entro il 30 novembre ma siamo al 16 novembre, e niente si è mosso. L’unica salvezza per lo stabilimento piombinese è che lo Stato entri non con una quota minoritaria ma maggioritaria e che porti liquidità in azienda per dare le garanzie per i nuovi investimenti che serviranno per far ripartire nel breve periodo la produzione di acciaio.

Forse la situazione non è chiara, ma se continua così tutto nel silenzio e con la produzione quasi del tutto ferma si rischia che portino i libri in tribunale per il fallimento, come stava per succedere questa estate. Alcuni lavoratori si sono licenziati e hanno cercato il lavoro altrove. Tutti i 1800 lavoratori sono a rischio e nessuno è sicuro neanche chi lavora attualmente. I lavoratori si devono svegliare, il futuro e il nostro lavoro va conquistato e quindi bisogna farci sentire, perché la situazione è grave. La cassa interazione non è infinita e si rischia una nuova Bagnoli qui in Piombino.

I fondi europei del Recovery Fund ora chiamato ” Nex Generation EU” forse arriveranno se va tutto bene ad inizio estate e Piombino non può aspettare ulteriori 8 mesi. La crisi economia italiana e mondiale causata dalla pandemia è grave, quindi l’Italia non si può permettere di perdere chi produce acciaio. Non vogliamo che il fabbisogno nazionale di acciaio venga totalmente dall’estero, se non succederà questo l’unica previsione è un’ulteriore delocalizzazione della produzione in altri paesi e la distruzione economica sociale lavorativa e aziendale in Italia con migliaia di licenziamenti.

Usb Piombino Lavoro Privato



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