L’Amministrazione e il Governo devono chiudere definitivamente la lunga era piombinese della prona sudditanza alle multinazionali

rotaieApprendiamo con preoccupazione che nel prossimo Consiglio Comunale sarà discussa la variante urbanistica per la costruzione dell’impianto per la tempra delle rotaie accanto al treno di laminazione TPP.
Sia la Regione Toscana che il Comune di Piombino si sono impegnati a risolvere positivamente la questione in tempi rapidi, a fronte della presentazione di un progetto esauriente dell’impianto in questione. La scelta sarebbe giustificata dal “ non fornire alibi” all’Azienda” per ripensamenti sugli investimenti ipotizzati.
Abbiamo già espresso i nostri dubbi circa l’utilità dell’impianto “tempra” in assenza di interventi straordinari su tutto il treno che consentano una produzione di alta qualità. Ma ciò che ora qui interessa è il significato di questa scelta rispetto alla ubicazione definitiva del complesso di tutti i nuovi impianti ipotizzati (soprattutto rispetto ai quartieri cittadini) e del conseguente assetto urbanistico.

La richiesta della variante non può che scaturire da un quadro d’insieme impiantistico e topografico che JSW evidentemente persegue, tenendo la città all’oscuro dei suoi piani definitivi. Questo quadro d’insieme “occulto”, a nostro avviso, è qualcosa di ben più modesto del tanto sbandierato piano da un miliardo di euro; più modesto ma non necessariamente privo di rischi per il rilancio dell’economia locale e per l’ambiente.
Solo dopo che l’Azienda avrà detto con chiarezza e precisione cosa vuole effettivamente realizzare a Piombino e dopo che la nuova Amministrazione Comunale avrà chiarito quale sia il proprio quadro urbanistico di riferimento, si potrà valutare se è utile per la collettività procedere alla variante in questione.

Chiediamo quindi al Sindaco di valutare la richiesta dell’Azienda solo dopo la presentazione, da parte di JSW, di un piano industriale complessivo, esauriente e definitivo e del cosiddetto “studio di fattibilità” , anticipandone la consegna rispetto alla scadenza prevista.
Lo stesso criterio (conoscere, “carte alla mano”; indi valutare e infine, eventualmente, concedere) dovrebbe valere per le agevolazioni finanziarie previste come impegni di parte pubblica, in una logica di pari dignità dei contraenti che purtroppo non è stata quella che ha sotteso l’Accordo di Programma.
La programmazione urbanistica è un strumento fondamentale per l’esercizio della sovranità democratica di una collettività sul proprio territorio e per indirizzare concretamente lo sviluppo economico e sociale bilanciando le potenzialità ed esigenze dei vari settori economici.
L’attuale Sindaco di Piombino ha rivendicato ( crediamo giustamente) un ruolo di primo piano per l’Amministrazione Comunale nella regia e nel controllo dei processi di bonifica, reindustrializzazione e diversificazione economica, nel quadro di un processo di partecipazione attiva della cittadinanza alla costruzione di una nuova visione dello sviluppo di Piombino. Striderebbe quindi fortemente con quella rivendicazione il lasciarsi dettare contenuti e tempi della programmazione urbanistica da una multinazionale che “non scopre le carte”, che inevitabilmente persegue i propri interessi, potenzialmente in contrasto con le esigenze della diversificazione economica e della tutela ambientale.
L’Amministrazione e il Governo devono chiudere definitivamente la lunga era piombinese della prona sudditanza alle multinazionali se si vuole sperare in una rinascita di Piombino e dell’intero Paese.

Coordinamento Art. 1 – Camping CIG




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