Eliseo Paolicchi

Eliseo Paolicchi

Francesco Pellati scrive su L’Etrusco: “condivido in toto l’opinione di Eliseo Paolicchi sulla gaffe di Cristina Lagarde, condivido solo in parte le conclusioni che ne trae “

Dice Pellati, il veto sul fiscal compact ha favorito la presenza di paradisi fiscali in Europa. In verità, il patto di bilancio Europeo del 02/03/2012 venne firmato da 25 stati europei compresa l’Italia, nel quale si stabilivano i vincoli sul principio di equilibrio dei bilanci dei singoli stati (Fiscal Compact) impegni già assunti dal presidente Berlusconi in conseguenza dello spread fuori controllo e divenuto insostenibile, firmato poi dal Governo di unità nazionale presieduto da Monti.

Certo la firma dell’Italia al patto fu una forzatura, ma non potevamo fare altrimenti considerata la situazione di debolezza in cui ci trovavamo per lo spread fuori controllo e questo avvenne non certo per colpa dei tedeschi o dei francesi o dei cosiddetti poteri forti, ma, esclusivamente, per le politiche economiche portate avanti negli ultimi venti anni, con il costante aumento della spesa pubblica e dalla decrescita dell’economia, aggiungendo poi i costanti litigi all’interno del governo Berlusconi/Fini – Tremonti/Brunetta e il bunga bunga che tanto screditò l’Italia.

Gli stessi errori commessi anche dagli ultimi 2 governi, miliardi bruciati per il reddito di cittadinanza e quota cento, (ricorrendo sempre al debito) invece che per investimenti produttivi, necessari a creare nuovi posti di lavoro e alla crescita della ricchezza del paese.

Pellati, denuncia i paradisi fiscali. La nascita dei paradisi fiscali in Europa sono la conseguenza del ricorso ai continui prelievi fiscali, che in questi anni si è perpetrato nei confronti delle imprese vessate da ogni tipo di tassazione e sanzioni.
Sanzioni considerate sproporzionate rispetto al reati amministrativi commessi e ciò ha spinto verso forme di protezione come i “paradisi fiscali legali Europei” . Per molte aziende è stato indispensabile ricorrervi per continuare a competere e sopravvivere, abbassando i costi fiscali e evitare una burocrazia asfissiante.

Per eliminare questi “ Privilegi” vi sono 2 strade; uniformare la tassazione e la burocrazia in tutta Europa e questo lo considero auspicabile, ma difficilmente praticabile, oppure, abbassare le tasse ed eliminare una buona dose di burocrazia e anche questo lo vedo di difficile attuazione.

Come dice giustamente Pellati il surpluss commerciale della Germania fissato nella soglia del + 6% nei patti comunitari, arrivato al + 7,9 %, non ha generato le clausole di salvaguardia previste nel trattato, anche se il dato di oggi credo sia notevolmente ridimensionato, causa il protezionismo americano di Trump.
Il silenzio dei paesi europei su questo annoso problema si giustifica sul fatto che nessuno intende promuovere una denuncia di infrazione contro la Germania, certo questa è una dimostrazione di sudditanza, ma non mi meraviglia, tutti vogliono avere buoni rapporti con la locomotiva economica dell’Europa.

Pellati dice anche, che il sistema bancario tedesco è in continuo bilico eppure la U.E. non interviene, solitamente sono i mercati ad intervenire e, se ciò non avviene è perché il sistema economico tedesco è ritenuto solido al punto di cedere i titoli di stato con interessi negativi e poi anche perché “ Se Sparta piange Atene non ride” probabilmente perché molte banche europee nascondono parte dei crediti inesigibili, tentando di farli emergere dilazionati.

Il presidente di RiMateria evidenzia che mai sono stati sanzionati gli sforamenti tra debito /Pil dei bilanci Francesi, non lo sono stati semplicemente perché i paesi dell’Unione li hanno approvati con l’Italia per prima; Berlusconi/ Tremonti.
Certo, che l’elenco sarebbe lungo e molto interessante, ma voglio fermarmi ricordando che se l’Europa non ha proseguito il percorso di integrazione come immaginato dai padri fondatori, è perché in questi anni il Nazional Sovranismo ha prevalso sulla cultura Cattolica Popolare Solidale che auspicava una federazione di stati.

Quindi auspicare più Sovranismo, equivarrebbe a somministrare ad un ammalato sostanze tossiche e se, questo, malauguratamente, dovesse avvenire prepariamoci al default e ad un’alta percentuale di risparmi che andrebbero in fumo.


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