Dobbiamo sopportare uno scambio di accuse su chi è più unitario dell’altro

Walter Gasperini

Walter Gasperini

La polemica che è emersa nel confronto tra i candidati alla segreteria della Federazione del PD è davvero un elemento che non arricchisce il dibattito e non aiuta la scelta che dovrà essere compiuta dagli iscritti al momento del voto del prescelto. Mi permetto di ritenere che i temi da confrontare sarebbe utile fossero altri e non quelli di trovare responsabilità delle cose non fatte. Perché questa è evidente, a chi ha voglia di leggere le cose, che è responsabilità collettiva di tutto il PD, amministratori e dirigenti politici, con la Federazione in prima fila dato che spettava proprio a questo organismo spingere e concretizzare un lavoro politico di coordinamento che invece non solo è mancato ma si è addirittura evitato di parlarne per lunghi, troppi anni. Ed oggi dobbiamo sopportare uno scambio di accuse su chi è più unitario dell’altro, alla grazia del confronto che doveva superare gli scontri e puntare ad unire il partito.

Tutti e due dovrebbero dirci quello che intendono fare per cambiare, perché la continuità sarebbe una autentica sciagura, della quale il nostro territorio proprio non avrebbe bisogno. Stiamo aspettando che ci dicano come intendono impegnarsi nella ricostruzione del governo unitario dell’area, sia sul piano urbanistico che delle politiche locali, superando ogni sciocca divisione di campanile e senza apportare nessuna intenzione di offendere la politica, portando giuste posizioni per dare ad ogni ente la sua dignità e capacità di rappresentanza, per recuperare quella posizione tanto invidiata di una collaborazione attiva e viva che sappia riportare la politica al centro. Solo così saremo posti nelle condizioni di scegliere quale sia la strada migliore per il domani della Val di Cornia – Elba.

Sono convinto che nessuno abbia il diritto e quindi la coscienza tranquilla, di poter scagliare la prima pietra dicendosi estraneo da errori e omissioni, si abbia rispetto per l’etica e la morale della politica, sapendo assumere posizioni e scelte che ci facciano guardare avanti con la certezza del cambiamento. Con le polemiche per trovare gli errori dell’altro, non si può certo costruire nessun domani aperto, inclusivo e solidale.

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